Cenni storici

Bene fundata est supra firmam petram…

…et firmiter aedificata.

Il Santuario della Passione di Torricella Verzate, edificato e benedetto nel dicembre 1768, ha la forma di una croce greca, di ordine corinzio composito ed è “aedificata supra firmam petram”, cioè senza fondamenta. Dall’ingresso principale, si nota la ricchezza dei fregi e l’altare principale in marmo, mentre, volgendo il capo, si nota l’organo costruito dai rinomati fratelli Lingiardi. L’altare maggiore è preceduto da due altari minori laterali: entrambi in marmo, quello di sinistra accoglie una statua di Madonna con Bambino mentre quello di destra ospita il simulacro del Cristo morto, opera di un monaco pavese. L’altare principale è sovrastato da un tempietto sostenuto da sei colonne marmoree, sulla cui cupola si collocano otto Angeli in atto di adorazione e di portar trionfo alla Croce. A sinistra e a destra del presbiterio si trovano due locali: uno adibito a sagrestia, l’altro trasformato di recente in una piccola cappella feriale. Qui, in aggiunta ad un dipinto della Natività, marmi e graniti accolgono il reliquiario contenente un frammento della Vera Croce. All’esterno del Santuario sono collocate le stazioni della Via Crucis che riproducono le vicende della Passione di N. S. Gesù Cristo. Le cappelle sono disposte con simmetria e contengono 52 statue a grandezza naturale, oltre a bassorilievi e dipinti. Nel 1982 l’azione di vandali, che si accanirono su 9 delle stazioni, rese necessario un intervento di restauro. Tra la decima e l’undicesima stazione della Via Crucis, si colloca il cosiddetto “cimitero vecchio” perchè in fase di ristrutturazione furono trovate delle ossa umane. Oggi questo ambiente ospita il memoriale dei caduti sul lavoro. Sul lato meridionale del Santuario si collocano la Torre Saracena, che dà nome al paese e richiama l’origine castrense dello stesso, e la Scala Santa che è stata ristrutturata e dedicata alle vittime della strada ma in cima alla scalinata sono conservati due affreschi originali del pittore G. B. Rossi da Alessandria; uno raffigurante Gesù schernito e sputacchiato, l’altro Gesù posposto a Barabba e mostrato al popolo da Pilato. La scalinata consta di 28 gradini da percorrere in ginocchio, se si vuole ottenere l’indulgenza “ad septenium”, concessa da Papa Pio IX nel 1877. La Via Matris, composta da sette cappelle rappresentanti i dolori della Vergine, si snoda dalla Torre Saracena, fino a raggiungere la vallata del paese. Le edicole sono state costruite nel 1880 e affrescate dal pittore G.B.Rossi da Alessandria. A causa dell’esposizione agli agenti atmosferici, solamente la settima cappella ha conservato un dipinto integro, mentre nelle altre sei si è resa necessaria la sostituzione dei dipinti con formelle di bronzo, opera dello scultore Sergio Alberti. Questa via consentiva inoltre un accesso rapido a quello che una volta era il vecchio borgo.